24 March 2018

Perché a Torino li chiamiamo Cicles?

William Semple ne brevettò la prima ricetta il 28 dicembre 1869, che non era di certo dolce e apprezzabile: tra gli ingredienti c'era anche il gesso e tra quelli possibili da addizionare il carbone. Doveva servire per rinvigorire i denti e le mascelle. In Italia arrivò solo con gli americani, alla fine della Seconda Guerra Mondiale. I soldati lo introdussero con lo scopo di aiutare la popolazione ad alleviare la fame, in un periodo di grave carestia.

Il nome di questo nuovo prodotto venne tramandato principalmente per via orale

La gente iniziò a parlare di questo nuovo confettino colorato contribuendo alla sua diffusione. In questo modo però, la omogeneizzazione del nome a livello nazionale fu molto difficile: il nuovo prodotto assunse tantissimi nomi regionali venendo tramandato da padre in figlio. La parola gomma da masticare sembra essere la variante più diffusa da Nord a Sud, mentre la versione più singolare forse è quella piemontese: chiclets.

Da dove viene la parola chiclets?

Una parola tanto cara ai piemontesi e sconosciuta alla stragrande maggioranzadegli italiani. Basta uscire dalla regione per sentirsi dire “Cosa?” alla richiesta di “un chiclets o cicles“. Per capire da dove si sia originato questo termine, bisogna tornare indietro di oltre un secolo (1871).
L’abitudine del masticare, per il solo gusto che produce questo atto, sostanze gommose, resine naturali, pare risalga agli antichi Maya; in epoca moderna, alle resine si è aggiunto il tabacco che un’usanza americana ha fatto diventare il prodotto più utilizzato per questa non troppo apprezzabile abitudine di ciccare, voce onomatopeica che riproduce il suono, decisamente non gradevole, della saliva nell’atto del  masticare, o meglio biascicare, a lungo foglie di tabacco.Questa pratica, tipica in particolare dell’America Latina, nella seconda metà dell’Ottocento ispirò forse l’industriale statunitense Thomas Adams ad avviare la grande impresa di mettere sul mercato i suoi Chiclets nel 1871. Il nome di questi confetti, inizialmente insapori che lo stesso Adams cominciò ad aromatizzare con menta e altre essenze, deriva dal chicle, nome in lingua spagnola della gomma estratta dall’albero della sapodilla (Manilkara chicle), ingrediente principale di questo nuovo piccolissimo oggetto che, nelle intenzioni dei governanti americani, avrebbe dovuto sostituire la masticazione del tabacco con tutti i problemi igienico-sanitari che questa portava. Lo slogan di lancio del nuovo prodotto, “Snapping and Stretching” (quindi ‘da mordere e tirare’) insisteva proprio sulle proprietà di “elasticità” del piccolo confetto e sul gusto che questo dava a chi ne faceva uso. Lo straordinario successo dei chiclets fu determinato, oltre che dal soddisfare un bisogno a quanto pare atavico dell’uomo (la gomma da masticare intesa come rilassante, grande pacificatore!) dalle campagne pubblicitarie mirate soprattutto ai bambini (contenitori e cartine coloratissimi) e dal bassissimo costo. In Piemonte ed Emilia Romagna, con la variante cicl con caduta della -es finale, si spiega considerando che in quelle regioni è avvenuta la prima massiccia diffusione delle Chiclets di Adams appena finita la seconda guerra mondiale e che ha portato al radicamento del marchionimo come nome stesso del prodotto.  Sulla base della parola chewing gum, ecco tutti calchi con adattamento fonetico all’italiano
  1. Ciuìngam presente in tutta la Toscana e registrato anche a Catania;
  2. Ciunga in Sicilia e Trentino Alto-Adige;
  3. Ciunghe a Verona;
  4. Ciùingam tra Liguria Emilia Romagna e Toscana nord orientale con presenze anche a Sassari;
  5. Cingomma (a volte abbreviato in “ciga”) diffuso in gran parte dell’Italia centrale, meridionale e in Sardegna con le sue varianti locali ciringumma, cilingumme, scingomma (diffuse soprattutto in Toscana e a Sassari) e nella variante gingomma in Calabria;
  6. Cicca usato in Lombardia, in Emilia Romagna e in alcune zone del Piemonte;
  7. Ciungai a Genova;
  8. Masticone termine in uso ad Arezzo;
  9. Masticante nella città di Messina;
  10. Cicingomma e cincingomma forme ricorrenti al nord;
  11. Gigomma o caramella a molla in Campania e Basilicata;
  12. Ciuca nel Cilento;
  13. Cicles concentrato in Piemonte ed Emilia Romagna.
Fonte: Accademia della crusca